Home Page
Alberghi
Case Vacanze
B&B
Case in Campagna
Residence
Ville
San Vito Lo Capo alberghi hotel case vacanze bed breakfast agriturismo residence alloggi
Il Paese
Siti Archeologici
Gastronomia
Il Porto
Mappa Comune
Informazioni
Feste - Tradizioni
Il Comune
escursioni da san vito lo capo
Riserva Zingaro
Segesta
Erice
Scopello
Isole Egadi
Contattaci
Inserisci Struttura
(Pubblicità)

 
SAN VITO LO CAPO "ARCHEOLOGICA"
"SCAVI ALLA GROTTA DELL'UZZO"
 
san vito lo capo tramonto

La prima segnalazione del giacimento preistorico della "Grotta dell'Uzzo", nel versante orientale della penisola di Capo San Vito, si deve al Vaufrey (1928) che vi eseguì un breve saggio di scavo. Successivamente G. Mannino (1973) della Soprintendenza alle Antichità della Sicilia Occidentale vi effettuò alcune ricerche con una trincea di saggio lungo la parete ESE interessando il deposito per la profondità di m. 1,40.

Dal 1° luglio 1975 è stata effettuata una sistematica campagna di scavi da una parte della Soprintendenza alle Antichità della Sicilia Occidentale in collaborazione con l'Istituto Italiano di Paleontologia Umana di Roma.

La Grotta dell'Uzzo si apre sul fianco destro di una forra epigenica denominata localmente "Canaluzzo" onde forse il nome della Grotta, a quota 65 m. s.l.d.m. Si presenta come un'ampia cavità absidiforme con uno sviluppo di ca. 50 m. di apertuta e di profondità, di 45 m. di altezza.
Essa si interna nella formazione di calcari magnesiaci grigi, più o meno intensamente fratturati, disposti in bancate massicce nella parte inferiore, che formano il monte Speziale (Giunta Liguori 1970; Anselmo, Baldacci, Gemellaro 1884). L'età attribuita dagli AA. a questa formazione è il Norico - Retico, e, per la parte più elevata di questo rilievo, l'Infralias. Della natura recifale - algale di questa formazione si hanno scarsi e mal determinabili elementi paleontologici a causa della spinta diagenizzazione. Tra le numerose cavità che si internano in questi calcari per l'intera penisola di San Vito, questa dell'Uzzo è certamente tra le più ampie. Queste Grotte rappresentano il residuo di un carsismo molto antico, attribuibile al Pontico, troncato nei suoi vari livelli da profonde vallate pleistoceniche. Poco a monte, sulla destra del "Canaluzzo" un'altra cavità rappresenta il residuo, come quella dell'Uzzo, di una più vasta Grotta della quale ambedue facevano parte: la morfologia di questo fianco della valle conserva infatti ancora i caratteri tipici dell'interno di una Grotta.
san vito lo capo veduta

Tracce numerose di antichi terrazzamenti e livelli marini, talvolta sezionati da successivi cicli di erosione, rappresentano la continuazione di quelli già noti fra Macari e la piana di San Vito.

Il riempimento della Grotta che in passato era almeno di cinque m. più alto dell'attuazione, come dimostrano i lembi residui disposti a varia altezza in placche sulle pareti, conteneva in questa sua parte superiore livelli a ceramica dal Neolitico ad età storica, dei qualipurtroppo non sono rimaste che esigue testimonianze. Per notizie apprese localmente, tale riempimento incoerente è stato facilmente asportato negli ultimi 50 anni avendo la grotta servito da ovile e successivamente da cava di concime. Nella parte inferiore è stato anche distrutto parte del deposito mesolitico. Con gli orizzonti più antichi di questo livello inizia l'attuale stratigrafia che è stata oggetto dello scavo.

san vito lo capo lungomare

La serie stratigrafica saggiata all'ingresso con una trincea di ca. 3 m. di profondità presenta essenzialmente un'alternanza di orizzonti detritici e argillosi commisti a minuto pietrisco.

Sono stati riconosciuti 14 strati che comprendono depositi di ceneri, focolari e livelli culturali. La base del Mesolitico è particolarmente ricca di detrito calcareo prodottosi in una fase di intenso disfacimento della cavità. Al di sotto la parte inferiore del deposito più distintamente argilloso comprende gli orizzonti e l'industria del Paleolitico superiore.

Compaiono al fondo di questa trincea blocchi di frana, talora di cospicue dimensioni affioranti innanzi all'ingresso della grotta ed inclinati verso l'interno. La loro frequenza alla profondità di 3 m. è stata tale da impedire un ulteriore approfondimento allo scavo. Va notato come l'ultimo strato argilloso entro ol quale affiorano i blocchi per lo spessore di ca. 1 m. si presenta sterile. La base del riempimento si riconosce all'esterno lungo il viottolo che sale alla grotta. Esso comprende un primo strato di ca. 9 m. di massi franati, cui segue probabilmente, uno strato a composizione più minuta. A questo si sovrappongono i blocchi affioranti al fondo della trincea di scavo.

Il complesso totale del riempimento che raggiunge il suo massimo spessore all'ingresso della grotta si presume di ca. 12 m., ma verso l'interno tende ad assottigliarsi rapidamente.

Dei residui di potenti paleostalagmiti sezionate e corrose si osservano, quali testimoni di una fase molto più antica di riempimento pleistocenico.

A completamento stratigrafico di questa serie presente nella grotta vanno collegati dei depositi quaternari esterni. Essi sono costituiti da "terre rosse" (ca. 1 m. di spessore) che risoprono i calcari carsificati fino alla costa.

A ca. 3 m. s.l.d.m. è esposto un deposito marino a grossi ciottoli tenacemente cementaticon il resto di una fauna a Bolma rugosa, Spondilus gaederopus, Vermetus sp., Cladocora caespitosa equivalente della panchina tirreniana che si inviene in fascia più o meno continua intorno a tutta la penisola di Capo San Vito e che presenta inoltre frequenti perforazioni di litodomi.

Circa il significato paleoclimatico di questo insieme del quale nella grotta è stata riconosciuta solo una parte, essendo il rimanente costituito da una serie di blocchi franati, si possono dedurre preliminarmente le seguenti considerazioni.

Nel deposito scavato non si sono rinvenuti orizzonti stalagmitici, mancano quindi prove di fasi umide ad essi relative.

Circa il significato paleoclimatico di questo insieme del quale nella grotta è stata riconosciuta solo una parte, essendo il rimanente costituito da una serie di blocchi franati, si possono dedurre preliminarmente le seguenti considerazioni.

Nel deposito scavato non si sono rinvenuti orizzonti stalagmitici, mancano quindi prove di fasi umide ad essi relative.

san vito lo capo
affitti a san vito lo capo
(Pubblicità)
     
WEB SERVICES © s.r.l. - P.IVA 02292700818
www.googlevacanze.com © Tutti i diritti riservati. E’ vietata la riproduzione anche parziale di testi ed immagini, senza previo consenso

San Vito Lo Capo Alberghi Hotel Case Vacanze Bed and Breakfast Agriturismo Residence Alloggi Campeggi Affittacamere